Tra l’Aventino, il Medio Sangro e l’Adriatico
Gessopalena: Il centro abitato è distribuito lungo la dorsale che segue il percorso della strada che collega Casoli e la Val di Sangro con Palena e Torricella Peligna. Il paese è indicato anche come Preta Lucente perché il suo antico borgo è tutto scavato nel gesso, un materiale della valle dell’Aventino che, alla luce del sole, presenta particolare brillantezza.
Il borgo di Gesso è quel che rimane dell’impianto medievale del paese, oggi disabitato, che appare come una sorta di Pompei contemporanea. Il vecchio quartiere è attraversato da un fitto reticolo di stradine su cui si affacciano piccole abitazioni scavate nel gesso, la cui vita è stata interrotta dal terremoto del 1933 prima e dal sopraggiungere delle truppe tedesche nel 1944. Dalla terrazza, sulla parte più settentrionale del borgo, si apre un panorama a 360° che spazia dall’Adriatico alla Majella. È visibile anche la punta de La Morgia, monte situato a poca distanza, la cui punta distrutta da una bomba nel secondo conflitto mondiale è stata sostituita da una simbolica lastra di vetro realizzata da un artista greco. A Pasqua il borgo è suggestiva collocazione di rievocazioni della passione e crocifissione di Cristo.
Roccascalegna: Il castello medievale del paese spicca con audacia sul piccolo borgo raccolto ai piedi di un grande masso di arenaria.
La struttura presenta un maschio centrale con un recinto di fortificazione con torri circolari, e fu edificato intorno al XI – XII secolo come ampliamento di una torretta di guardia longobarda. A stadi d’abbandono si sono succeduti fortunatamente interventi di recupero che consentono oggi la visita e l’impiego dell’edificio. Dalla torre è possibile apprezzare il valore difensivo della struttura e la posizione straordinaria a picco sulla roccia del castello. Dopo la visita all’interno è possibile ammirarne la struttura anche da un percorso pedonale che dalla rocca scende fin sotto lo sperone roccioso di arenaria. Attualmente ospita mostre ed eventi musicali, anche in notturna.
San Giovanni in Venere: la basilica è situata su una terrazza naturale che si apre sull’Adriatico. La struttura sorge sui resti di un antico tempio dedicato a Venere Conciliatrice, del quale conserva un riferimento nel nome attuale. Dapprima furono i benedettini a sostituire l’edificio di culto pagano con uno cristiano, in particolare nel secolo VI.
L’impianto attuale della basilica risale tuttavia al 1165, quando iniziarono i lavori di realizzazione voluti da Oderisio II, che vi ricoprì l’incarico di abate per 49 anni, prima di divenire cardinale. Da allora l’edificio ha conservato la sua imponente struttura che misura 50 metri per 20, oltre a numerosi elementi decorativi di pregio, come sculture ed affreschi presenti nella cripta e nella basilica. Nel complesso l’impianto architettonico è riconducibile ai canoni del romano – gotico.
Dopo aver ospitato comunità religiose di monaci benedettini e gesuiti, padri filippini e gesuiti, dal 1954 sono i passionisti che vivono e curano il complesso di San Giovanni in Venere.
